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(di Fabio Martorano)

Molti camperisti, vuoi per passione, vuoi per necessità, ricorrono al “fai da te” per il cambio dell’olio motore del proprio mezzo. Occorre però conoscere alcune regole, utili a prevenire pericoli e danni alla salute e all’ambiente. Ecco un utile resoconto di norme precauzionali da rispettare.

Si è tenuto a Bolzano, recentemente, un simposio promosso dal Comune in collaborazione con il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, sull’importanza di diffondere un corretto trattamento e smaltimento dell’olio lubrificante usato. Camperismo vi ha preso parte in quanto ritiene utile diffondere ai propri soci i concetti di base e fare conoscere alcune norme che salvaguardino la loro salute, quella pubblica e l’ ambiente.

A) L’olio usato:

Attenzione al contatto con la pelle Occorre premettere che l’olio usato è il risultato dell’impiego di un olio lubrificante a base minerale o sintetica, presente nei motori a combustione interna, come l’auto o il camper. Durante il suo utilizzo, l’olio subisce trasformazioni chimico – fisiche che lo modificano, lo alterano e lo rendono inadatto nel tempo a svolgere le sue funzioni. E’ necessario quindi sostituirlo. Oltre a ciò il prodotto diviene pericoloso per la salute e per l’ambiente. Cominciamo dalla salute: l’olio esausto non deve essere mai posto a contatto diretto con la pelle. La reazione dell’epidermide con questo prodotto, oramai solo un composto chimico alterato, può provocare, nel tempo, disturbi a catena imprevedibili: allergie, intossicazioni, alterazioni nei valori del sangue e del sistema nervoso, disfunzioni epatiche, malesseri, nausee, mal di testa. E altro ancora. Conclusione: indossare sempre guanti impermeabili durante l’intera operazione.

B) La salvaguardia dell’ambiente.

Liberarsi dell’olio esausto, liberandolo nell’ambiente, è un atto gravissimo, punibile, oltre che con una severa ammenda, fino a due anni di arresto (Direttiva 2000/532/Ce e Decreto legislativo 3 aprile 2006, n° 152 – articolo 255). Tanta severità non è gratuita, bensì determinata dalle conseguenze: se versato in terra, l’olio provoca una pellicola impermeabile che soffoca e distrugge tutto ciò che vive al di sotto di essa. Se bruciato, si immettono nell’atmosfera sostanze tossiche pericolose per la salute umana di migliaia di persone. Questo gesto è addirittura classificato come un “atto criminale”. Se versato poi in acqua (nei tombini, nelle fognature di scarico, nel mare, nei fiumi e torrenti) può alterare irrimediabilmente i terreni limitrofi, le falde sotterranee e i corsi d’acqua. Si pensi che 4 kg. di olio possono ricoprire una superficie d’acqua pari a un intero campo da calcio.

C) Riciclo dell’olio usato: grande beneficio economico.

Italia leader in Europa Per i motivi soprasopraccitati è operativo, dal 1982, un ente che si dedica alla raccolta degli oli usati. E’ il “Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati” (COOU). Esso garantisce il servizio di raccolta degli oli lubrificanti in tutta Italia e provvede alla rigenerazione e al riutilizzo degli oli usati. In 25 anni il risparmio apportato da questo ente nel nostro Paese è sensazionale: ha raccolto 4 milioni di tonnellate di olio usato. Questo servizio ha prodotto effetti positivi sia in termini di tutela ambientale che economici. Grazie al reimpiego in apposite raffinerie di rigenerazione, l’olio esausto viene infatti trasformato in olio riutilizzabile. Ed ecco i risultati: sono stati rimessi sul mercato oltre 1 milione e 800 mila tonnellate di olio rigenerato (che poi, come si leggerà più avanti nell’articolo, esso risulta di gran lunga migliore di quello nuovo). Ciò ha comportato per noi cittadini, in questi anni, un risparmio di oltre un miliardo di euro sulla bolletta petrolifera. Con questo dato il COOU è riuscito a trasformare un rifiuto pericoloso in un nuovo prodotto e in una risorsa economica utile al nostro Paese. I risultati pongono l’Italia all’avanguardia nel settore e addirittura al primo posto in Europa per quantità di olio usato raccolto, rigenerato e rimesso sul mercato. Il COOU è riuscito a recuperare il 90% dell’olio lubrificante usato raccoglibile e ne ha rimesso sul mercato circa l’80%. Attualmente la produzione di oli di base rigenerati copre più del 20% del fabbisogno nazionale.

D) l’olio rigenerato è migliore di quello nuovo.

Sembra un paradosso ma è proprio così: La rigenerazione dell’olio usato, grazie agli speciali processi di lavorazione, consente di ottenere lubrificanti migliori di quelli prodotti direttamente dal petrolio greggio. Le molecole di base dell’olio rigenerato, infatti, risultano prive di particelle pesanti e di quelle volatili. Tali molecole, invece, sono presenti nell’olio nuovo ricavato dal petrolio greggio. Dunque l’olio rigenerato è più controllato, meno inquinante, garantisce un motore più pulito, offre prestazioni e resa straordinarie. Si può calcolare che da 1,5 kg. di olio usato è possibile ottenere 1 Kg. di olio rigenerato.

E) Gli scarti: come trattarli?

Come visto esiste anche lo scarto. Circa il 30%. Da esso si ricavano però altri usi. Il lubrificante di scarto in genere viene impiegato come combustibile poiché può raggiungere temperature elevatissime. Viene per la maggior parte destinato ai cementifici, dove viene impiegato nei forni industriali. Oltre a ciò, dagli scarti si ricava gasolio per riscaldamento, bitume, pannelli catramati per l’insonorizzazione e l’impermeabilizzazione. Di sotto, in conclusione, uno schema riassuntivo del cosa fare prima, durante e dopo le operazioni del cambio dell’olio del camper o dell’auto.

F) Per riassumere

Le regole d’oro del “fai da te”

IL cambio dell’olio è una faccenda seria. Il contatto tra l’epidermide e il lubrificante è pericoloso. Inoltre la dispersione dell’olio danneggia l’ambiente.
L’operazione “Fai da te” richiede alto senso civico e tanto, tanto buon senso.
La legge punisce severamente chi disperde incautamente olio nell’ambiente.

Ecco le regole di base per un comportamento corretto da rispettare:

  1. Indossare guanti impermeabili durante l’intera operazione;
  2. Raccogliere l’olio usato in un contenitore a chiusura ermetica per evitare dispersioni;
  3. Non utilizzare contenitori fragili, come il vetro;
  4. Assicurarsi che non vengano mescolate all’olio altre sostanze (ad esempio l’acqua) che rendono difficoltoso il riutilizzo;

Consegnare il prodotto in un Centro di Raccolta che sia collegato al COOU; Per l’Alto Adige opera il Centro di Riciclaggio della Ditta Santini SRL in Zona Commerciale Bolzano Sud – Via Giotto 4/a. 39100 Bolzano. E’ possibile altrimenti consegnare il prodotto presso i Centri di riciclaggio del proprio Comune.

Per conoscere l’indirizzo del centro di raccolta del proprio paese o del punto più vicino: telefonare al Numero Verde 800 863 048; Per ogni ulteriore approfondimento è possibile visitare il sito www.coou.it Per comunicare con il COOU: dott.ssa Laura Fraccaro (cell.347 – 4920345)

Oppure scrivere: fraccaro@eprcomunicazione.it

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