8 marzo: W le camperiste del Camper Club Bolzano – 4 parte

marzo 7, 2009 by fabio
Filed under: ARGOMENTI, ARTICOLI 

(di Fabio Martorano)

Abbiamo posto una domanda alle camperiste del nostro Club:

“Cosa rappresenta il camper per la donna ?”

Premessa alle interviste

Bimbi festosi. Questo il prodotto migliore delle camperiste

Bimbi festosi al raduno. Questo il prodotto eccelso delle camperiste

Il connubio fra donna e camper è molto più stretto e vincolante di quanto si possa credere.  Solo pochi uomini sarebbero in grado di portare avanti la loro passione da soli, senza una figura femminile accanto. Per molti, anzi, viaggiare con il camper non avrebbe più senso, né  stesso fascino, né  stesso valore. Si arguisce da ciò che la  donna camperista funge da centro catalizzatore in questa  passione  che viene classificata, a torto, prettamente  maschile. Niente di più errato. Tutto ruota intorno alla donna: dalla scelta del mezzo, che deve rispondere alle sue vedute, esigenze e gusto  personale, alle sue aspettative. Allestimento e  arredamento interno dell’abitacolo, corredo e abbigliamento da selezionare per la vacanza o per il viaggio passano al vaglio del suo buon gusto e del suo buon senso. Tutto insomma è correlato, in questo mondo itinerante, alla qualità femminile.

Il camper, grazie a questa figura, si trasforma in mille forme e modi possibili per  divenire poi, in ultima analisi, un’accogliente “villetta”. Mobile prima, residenziale poi. La si può posizionare ovunque senza alterare il paesaggio o  deturpare il territorio. Al mare, in montagna e in qualsiasi altro luogo del mondo, le camperiste sono in grado di ricreare l’atmosfera e il calore umano e domestico più autentico. Estro, inventiva, passione, partecipazione, pace, amore, gioia e umiltà ed autorevolezza le ispirano, le caratterizzano e le accompagnano; così come pure le contraddistinguono i loro momenti difficili e  introversi, fatti di crisi, di stanchezza, di inquietudine, di malumore.

Fatto sta che solo attraverso loro noi possiamo sentirci migliori. Loro e solo loro sanno renderci felici come nessun’altra cosa al mondo.

Chi non è d’accordo… ci smentisca pure. Noi rimaniamo di questa idea e a tal scopo  ci pare giusto cogliere quest’occasione per esprimere il nostro ringraziamento. Esso è rivolto non solo alla propria compagna di vita, bensì a tutte le donne, camperiste e non, indistintamente da età, razza, religione o estrazione sociale. L’impegno nostro dev’essere votato  al massimo rispetto nei loro confronti.

Diciamo ciò in quanto crediamo che siano questi i valori da coltivare e diffondere tra di noi e da trasmettere ai nostri figli. Solo così possiamo ottenere un mondo migliore, una cultura della società più moderna e civile che permetta di vedere ruoli e responsabilità condivise. Solo così possiamo costruire quella strada tanto auspicata ma ancora lontana dalla sua realizzazione completa, dove donne e uomini camminino fianco a fianco e collaborino verso comuni interessi e benessere.

(Fabio Martorano)

Buon 8 marzo a tutte le donne del mondo dai soci del Camper Club Bolzano – Südtirol

Di seguito ora le impressioni delle dirette interessate.

PRESENTAZIONE

Maria L.: La madre di tutte le camperiste. La sua scuola? Lo zoccolo duro.

Signore e signori ecco LA NUMERO 1. Di nome e di fatto. Trovatevi un momento di pace, prendetevi un minuto di tempo, richiedete un attimo di silenzio intorno a Voi per concentrarvi su questa lettura. Parla lei. E vi assicuro che c’è molto, ma proprio molto, da imparare.

Maria, la numero 1 del Camper Club Bolzano

Maria, la numero 1 del Camper Club Bolzano

“Il camper per me è tutto. Non esiste altro modo di intendere il viaggio e la vacanza in particolare. Sono nata come camperista nell’83, dopo un’infanzia ricca di esperienze in tenda e dopo ben 2 roulotte in cui ho visto crescere i miei figli. Ma il camper è stato tutt’altra cosa.  Come entrare in un altro pianeta. Mi ha travolto la passione. Quasi fosse un amante. Ricordo quando mi aspettava fuori dal Comune con il motore acceso. Finivo il lavoro, ci saltavo dentro e via; ricordo pure quando a giugno si passava con i ragazzi davanti alla scuola e si guardavano i cartelloni delle superiori, si gridava “promossi” e si partiva per un’altra avventura. Il camper ci ripagava per quella gioia e unione collettiva. Sembrava condividesse e partecipasse ad ogni nostra intesa. Grazie a lui ho avvertito la sensazione di libertà più assoluta. Niente più case da agganciare e da tirarsi dietro. Il tutto ora viaggiava con me e  dentro di me. Questa sensazione vive tutt’oggi e mi coinvolge come allora. Nel camper io ritrovo me stessa. Questa sensazione l’ho avuta fin dal primo giorno in cui ci sono salita sopra. Una sensazione di libertà soprattutto, diversa, molto diversa da quella che può offrire il viaggio organizzato promosso da un’agenzia. Lì mi sento un pacchetto che deve essere spostato oggi qua e domani là.

In camper vita e modalità si distinguono. Lo spazio all’interno mi permette di muovermi a mio agio, di vivere come fossi a casa mia; posso andare ovunque, sentirmi autonoma e felice di me stessa. Il camper mi aiuta a mantenere le mie abitudini quotidiane, la mia alimentazione, il mio modo di intendere la vita, i rapporti con i miei cari, di assaporare profumi e sapori. Il contatto con la gente? E’ come entrare in casa d’altri guardandoli prima dal finestrino e poi da vicino. Ciò significa rimanere indipendenti da tutto e da tutti senza pesare su alcuno. Pensateci: il camper è il modo migliore per unirsi agli altri senza disturbare. Posso confondermi tra la gente, imparare a conoscerla, rispettare usi e costumi diversi dai miei, senza per questo interferire. E’ sufficiente un parcheggio o un campeggio, una fontanella d’acqua, un pozzetto.

Grazie al camper il mio essere non cambia, anzi migliora; migliorano i miei modi di vedere il mondo e la vita stessa,  così come le esperienze con le quali entro in contatto durante i miei viaggi. Imparo a conoscere e a conoscermi in ogni luogo. Certo non sempre tutto è rose e fiori. A volte interagiscono difficoltà, imprevisti, perfino errori. Ma anch’essi mi aiutano a crescere e a valorizzarmi. Ho visto nascere i miei figli così come ho visto nascere il Camper Club. Quest’ultimo è stato “partorito” in Grecia, durante le nostre ferie collettive da un gruppo di persone che io chiamo “zoccolo duro”. Pochi camperisti, ma tosti e volenterosi. L’idea si è sviluppata per controbattere le ordinanze anti-camper che negli anni ’80 imperversavano su Bolzano. Da lì mi sono mossa anch’io e mi sono unita agli altri. Lotte dure contro il Comune. Stupende. Le rifarei oggi come allora.

Un’ultima cosa, la più bella, della quale vado particolarmente fiera: il numero di tessera del Camper Club Bolzano di mio marito: N°1. Naturalmente è anche il mio”.

Un saluto e buon 8 marzo a tutte le camperiste del Club.  Maria L.

Grazie Maria. La tua storia ci ha carpiti ed emozionati. Buon 8 marzo anche a te da tutti quanti noi.

A seguire ecco ora le impressioni e le riflessioni delle  “sue” alunne

1) Categoria

Le regine della strada:  Riquadro di 2 donne autonome, camperiste sfegatate. Assi del volante.

Premessa = All’interno del nostro club iniziano gradualmente a emergere le donne che guidano e viaggiano da sole con il camper. Genuine, autentiche, appassionate camperiste.

Donne convinte, donne decise, donne caparbie… emotive, irascibili, impulsive, delicate e sensibili quanto volete, ma coerenti e fedeli alla propria indole e natura di avventuriere. Tutto ciò nonostante la scelta del camper sia parecchio impegnativa e difficile, soprattutto quando a gestirlo si è in autonomia. Lo sarebbe per tutti.  Basta viaggiare da soli per rendersene conto. Ma per loro è qualcosa di più poiché hanno a dover  controbattere anche ai pregiudizi e alle zavorre di secoli di maschilismo insulso. Ma esempi di coraggio, bravura e capacità  al femminile qui non mancano. Noi nel club ne abbiamo 2, ma di certo presto aumenteranno dopo la lettura di questa pagina WEB. Saranno in molte a sentirsi in sintonia con queste  protagoniste. Più di qualcuna vorrà provare a  emularle.

Silvana e Loredana sono le regine del camper al femminile: sanno stare al passo, eccome, con i colleghi maschi e non solo in fatto di guida o di manutenzione del mezzo, ma anche nell’organizzazione dei viaggi e nella qualità della loro andatura di crociera.  Viaggiano sole, guidano per giorni instancabilmente; si sanno destreggiare lungo le vie del mondo. Si possono incontrare ovunque: in mezzo al traffico, sulle sperdute strade alpine, lungo le autostrade più sfreccianti, nei labirinti delle metropoli come negli angoli più angusti dei campeggi. Sono autentiche  appassionate del volante e della vita in camper in particolare. Ma  al di sopra di ogni altra cosa ancora, prevale in loro il desiderio di vivere  la loro vita in modo autentico e di rispondere alla loro indole indomita. Per questo le definiamo “camperiste doc.”

Ma soprattutto, come ogni altra donna, desiderano sentirsi rispettate in primo luogo come persone. Un modello e un esempio per tutti. Ecco le loro opinioni in merito a questo tema:

Silvana M: “Vita e coraggio di donna”

Silvana M. (a sinistra nella foto) in compagnia di Patrizia, durante il soggiorno a Dobbiaco

“Cosa rappresenti per me il camper? La risposta è semplice….. VITA! Il lavoro che svolgo, lo stress che la vita mi impone, il bisogno di evasione, ed ultimo, ma non meno importante, il bisogno di stare in mezzo alla gente,  agli amici cari, mi hanno portato alla decisione di proseguire la vita di camperista.

La libertà, la curiosità di nuovi posti da visitare e scoprire, la consapevolezza della fortuna di poter godere ed apprezzare tutto ciò che riesco a vivere giorno dopo giorno, mi portano ad ammirare tutto ciò che si muove intorno a me e mi fanno capire di non essere  solo una “cosa rara” ma anche e soprattutto “persona”. Ho avuto il coraggio di affrontare tutte le difficoltà che il camper comporta e che in genere vengono inquadrate come prettamente maschili. La mia è una stata una sfida che ritengo ampliamente superata… da vera donna.

Indubbiamente. Buon 8 marzo da tutti noi Silvana. E aiutaci a conoscere bene l’Olanda e i suoi tulipani.

Loredana B.: “Furia a cavallo di …Malibù”.

Loredana B. con Malibù durante il suo tour in Sardegna

“Per me il camper è sinonimo di libertà,  di contatto diretto con la natura e con le sue bellezze. Avventura, imprevisti, azione, movimento… insomma tutte cose che ho dentro nella mia natura di donna e di persona e che fanno parte del mio carattere, della mia indole un po’ selvaggia e che il camper e la vita da camperista mi permettono di esprimere appieno. Il mio papà, da piccola, mi chiamava “Furia, il famoso cavallo del West” . Sì perché a quei tempi c’era una serie televisiva che ricordo guardavamo assieme e volentieri. Lui diceva che ero proprio selvaggia e indomabile come Furia.

Il mio catechista alle elementari, Don Pierino, mi chiamava “argento vivo” perchè non stavo mai ferma. Da grande poi, sempre il mio caro papà mi chiamava “Europa Unita” quando ancora di UE non si parlava. Capiva al volo le mie idee europeiste e la mia voglia di viaggiare, di girare il mondo, di conoscere persone e ambienti. Insomma da sempre mi sono sentita ” cittadina del mondo”. Non si può immaginare con quale e quanta  gioia  e orgoglio ho indossato la maglietta dei camperisti che aveva impresso quello stesso slogan sul retro. Mi calzava a pennello. Soprattutto… lo sentivo mio. Dentro.

E così questo sogno di libertà, avventura, contatto con la natura, rifiuto di vincoli e  costrizioni e qualsiasi sorta di briglie che covavo dentro di me, si sono potute liberare quando ho comprato il mio camper Malibù nel 1996. Malibù è diventato il mio compagno di viaggi e di gioco di quella donna libera e selvaggia che però è rimasta sempre un po’ bambina.

Un saluto caro e un abbraccio a tutti da Lory e Malibù ( coppia, da oggi, inseparabile).

Auguri anche a te Loredana. Buon 8 marzo da tutti noi.

2  Categoria = Le Supporter del volante. E non solo….

Questa categoria di persone è decisamente particolare. Meglio dire indispensabile. Sanno essere compagne di viaggio e al momento opportuno, soprattutto nei momenti più difficili, sanno adattarsi a ogni necessità ed esigenza. Sono eclettiche, donne tuttofare, autorevoli e collaboratrici nel  mantenere gli equilibri del rapporto di gruppo durante i viaggi e nella vita. Non viaggiano  da sole ma all’occorrenza sanno farlo pur di ritrovarsi con altre colleghe e colleghi nei luoghi più pittoreschi.

Camperiste pronte a programmare itinerari e vacanze. Curano ogni fase dell’organizzazione, si confrontano con le altre donne: Va a loro, soprattutto, il merito di ricreare le giuste atmosfere conviviali all’interno del club.

Nirvana K. C. : “Chi dice camper dice…donna, chi dice donna in camper dice…tutto!

Questi che presentiamo sono alcuni paragrafi del pensiero di Nirvana, estrapolati dalla sua relazione tenutasi a Rimini in occasione del Convegno “Rosa Camper” alla Fiera Internazionale di Rimini in data 3 marzo 2009. Esortiamo a leggere la relazione completa nell’articolo precedente.

Nirvana K. con il marito Vitto in viaggio in Norvegia

“Con questa frase intendo riferirmi a quell’universo al femminile che viaggia, lavora, sogna e quindi vive in questo insieme di poliuretano, alluminio, viti e bulloni e che solo la sua mano riesce trasformare in casa viaggiante o, tecnicamente parlando, camper, veicolo ricreazionale ….Il plein-air al femminile, da un po’ di tempo a questa parte, ci fa conoscere la percentuale delle donne al volante del mezzo ricreazionale, delle donne che sanno mettere mano al motore e di quelle che disquisiscono senza problemi di cavalli, di potenza, di giri motore e di centraline elettroniche”….

… ” Sedute accanto al guidatore, nel quanto mai difficile ed impegnativo compito di passeggero, dobbiamo essere in grado di riuscire a svolgere in contemporanea una miriade di compiti, l’ uno diverso dall’altro. Siamo seriamente e costantemente impegnate a controllare gli assetti interni del mezzo, a fotografare, riprendere con la telecamera, consultare guide, fare da speaker all’autista raccontando anche quello che non può vedere perché impegnato al volante, commentare gli avvenimenti, i panorami, per non farlo cadere in quei bui momenti di appannamento ed essere pronte al momento della sosta a collaborare, con molta, ma molta pazienza alle canoniche operazioni di stazionamento e livellamento del camper. Quasi sempre riusciamo – od almeno ci impegniamo con serietà a farlo – nel ricomporre questo mosaico di mansioni, dando forma alla nostra dimensione di compagna, madre, amica”…

Molto interessante. Invitiamo soci e socie a leggere con attenzione l’intera relazione riportata nel nostro sito.

Grazie Nirvana. Buon 8 marzo da tutti noi.

Verena P.: L’importanza dell’interscambiabilità al volante

Verena P. e il suo Laika.

“Il mio compito col camper è proprio quello di guidare il camper in caso di emergenza. Ma devo dire anche che preferisco guidare lui piuttosto che la macchina. E’ bellissimo. Anche con la guida a sx è stata una bella esperienza! Ho avuto meno difficoltà, ad esempio, di quanto pensassi  quando siamo andati in gruppo in Inghilterra; probabilmente per la parte del mio cervello sx più sviluppata….(mi piace pensarlo… poiché è la parte dell’intuito e dell’estro….)

Certo non è stato come andare sull’Etna, o sullo Stromboli o la Redoute. Io posso però posso solo dire quanto sia  importante, in caso di necessità, essere “interscambiabili” con il proprio guidatore. Una volta ad esempio mi è stato comodo sostituire un amico che non guidava volentieri di notte. Quella volta, per non bloccare la carovana dei camper, ho preso in mano io il suo mezzo. Quindi si può capire quanto sia importante a volte sapersi aiutare  a vicenda e divenire interscambiabili. Inoltre mi piace guidare quando il mio amico si mette in testa di fare lo stesso percorso in bicicletta.  Volentieri lo faccio sfogare. Lui in cambio poi mi prepara ottime COLAZIONI.”  Un saluto e l’augurio di un felice 8 marzo a tutte le camperiste e alle donne in generale”. Verena

Auguri a te Verena. Buon 8 marzo. Naturalmente ti auguriamo tante buone e fragranti colazioni secondo questo tuo  meraviglioso rituale.

Laura B. : Il Camper non solo autonomia e libertà di movimento della coppia ma strumento di “feeling” anche con i nostri genitori.

Laura B. con il suo camper nuovo al raduno di Dobbiaco

“Il camper lo si identifica subito come concetto di libertà a lungo sognata.! E’ vero, all’inizio lo percepivamo cosi’: poter partire per le ferie o per un piccolo weekend senza prenotare o programmare per tempo. Sembrava il concetto vivente della liberta’ assoluta. Così a noi sembrava, ma invece con la figlia già grande, la sua libertà coincideva non nei grandi spazi “inesplorati” ma nella tribu’ del campeggio dove gli amici di sempre si ritrovavano. Il ricorso al camper si è dimostrato efficace piu’ avanti, rivelandosi, una volta rimasti in due, la nostra seconda casa, la nostra “alcova” da cui osservare il mondo circostante fatto di terre e persone diverse. Ci è stato molto utile anche per ritrovare un nuovo “feeling” con i nostri genitori portandoli in luoghi mai da loro visti oppure in qualche nostro raduno. Questi viaggi, questo essere a casa, per loro è stato positivo, tant’è vero che ogni anno ci chiedevano di riproporli anche se sapevano che duravano poco tempo. Oggi invece questo essere a casa lo ritrovo con la figlia lontana, ci diamo appuntamento quando siamo in giro e lei se puo’ ci raggiunge in aereo anche solo per qualche giorno. Ecco la nostra piccola villa è diventata la nostra grande casa.! Un caro augurio e un Ciao a tutte le donne che credono nell’importanza dell’8 marzo come modello della vita di tutti i giorni.” Laura

Auguri anche a te Laura. Buon 8 marzo da parte di tutti noi

3 Categoria: Le “non guidatrici” ma indispensabili in ogni fase del viaggio. Imbattibili durante la sosta

Ma la differenza rispetto ai colleghi maschi la fanno proprio tutte loro, come le altre viste in precedenza, al momento della sosta. Le camperiste assurgono al ruolo di protagoniste:  convivialità, cucina, allegria e compagnia sono assicurate. Sono loro che sanno  accogliere attorno alla tavola interi gruppi familiari.

E in casa propria? Pardon… nel proprio camper? Pochi tocchi di  buon gusto ed ecco pronta la villetta al mare o in montagna. Il tutto senza mai intaccare il territorio, né inquinare l’ambiente.

Marisa P. : La “Carmencita” del gruppo. Dal suo camper  fuoriesce il profumo del miglior caffè in assoluto.

Marisa, il suo punto di forza: la convivialità di gruppo

Marisa, il suo punto di forza: la convivialità di gruppo

Marisa con le sue caffettiere prodigiose

Marisa con le sue caffettiere prodigiose

“Ho iniziato a viaggiare in camper per far contento mio marito, ma ho subito provato piacere a conoscere e a frequentare nuove amicizie con le quali condivido il senso di libertà dato dalla possibilità di decidere in qualsiasi momento il “dove” e il “quando”.

Posso definirmi la “Carmencita” del gruppo in quanto mi autopropongo come addetta alla preparazione di un corroborante caffè sia nel corso dei viaggi itineranti sia durante i periodi di sosta nei campeggi.

Un saluto e un augurio di cuore a tutte le donne. Teniamo vivo questo giorno dell’8 marzo per tutto l’anno”.  Marisa

Auguri anche a te, Marisa. Grazie per i tuoi caffè. Buon 8 marzo da tutti noi

M. Concetta P: Appena posso prendo e parto. Mi bastano poche ore per evadere e sentirmi libera

M.Concetta, per gli amici "Cicci"

M.Concetta, per gli amici Cicci

“Salire in camper, allacciare le cinture e andare, non importa la destinazione, vicina o lontana; non importa la durata del viaggio, se di pochi giorni o di qualche settimana, l’importante è poter prendere le distanze dalla quotidianità, sentirmi libera. Per me “il camper” è l’occasione per staccare, per interrompere il ritmo quotiano del lavoro e dei pensieri; il camper è l’opportunità di prendere le distanze e affrontare le cose secondo una prospettiva diversa.

Il camper mi rende più ottimista! Mi ha offerto e mi offre, poi, la possibilità di conoscere, di imparare, di stare con amici e di apprezzare persone e luoghi che forse non avrei potuto scoprire. Questo insieme a molto altro è “il mio camper”.

In occasione di questa giornata un po’ speciale per le camperiste, Cicci ha avuto l’idea di inserirci anche una poesia che si incornicia a meraviglia nel contesto:

Canzone di Viaggio

Raduno di Sottomarina. Cicci inaugura la sua bici appena acquistata

Raduno di Sottomarina. Cicci inaugura la sua bici appena acquistata

Sole illumina il
mio cuore,
vento disperdi le mie pene e i miei lamenti!
Piacere più
profondo non conosco sulla terra
se non di andare lontano.

Per la
pianura seguo il mio corso,
il sole deve ardermi, il mare rinfrescarmi
per condividere la vita della nostra terra
dischiudo festoso i miei
sensi.

E così ogni nuovo giorno mi deve
nuovi amici, nuovi fratelli indicare,
finchè lieta posso tutte le forze celebrare,
e di ogni stella
diventare ospite e amica

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