8 marzo: Le donne e i viaggi nella storia. 1 Parte
(di Fabio Martorano)
“Qualsiasi cosa facciano le donne, devono essere almeno 2 volte più brave di un uomo per essere considerate brave quanto lui. Per fortuna questo non è difficile” (Charlotte Whritton)
I viaggi, simbolo di libertà e intraprendenza, sono stati per secoli attività preminenti dell’uomo. La donna ha avuto un ruolo opposto: di relegazione e subordinazione alle scelte maschili. Mai poté decidere liberamente della propria vita.
All’insegna dell’obbedienza e della prevaricazione maschile
Già partendo dal Medioevo si può documentare quanto la donna fosse considerata inferiore all’uomo. Per questo veniva confinata in casa e relegata ai lavori più umili. Impossibilitata a scegliere secondo la propria volontà, la sua vita fu dettata da un continuo stato di obbedienza, di sottomissione e di emarginazione. Per uscire di casa doveva avere il consenso dell’uomo: del padre prima, dei fratelli maggiori poi e infine quello del marito. L’immagine della donna viaggiatrice si è racchiusa per secoli in un sogno. A lei venivano consentiti infatti solo piccoli e brevi spostamenti che andavano da un luogo chiuso a un altro: dalla casa alla chiesa, oppure alla fontana, al negozio, al mercato. E per strada doveva tenere un contegno serio e riservato. Occhi bassi, passo veloce e il percorso doveva essere più diretto possibile. Read more






