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Testo: Fabio Martorano

Foto: Norbert Schluga 3, Laura Cesca, Fabio Martorano.

Durante i nostri soggiorni invernali all’estero, abbiamo avuto modo di conoscere, sia ad Hermagor che a Seefeld, modi e forme del Carnevale originali che possono definirsi uniche nel loro genere. Desideriamo farvi conoscere e illustrare entrambi gli avvenimenti.

La tradizione in maschera in Valle di Gail

I Perchten della Gail (Hermagor) = Sono mostri legati alla tradizione contadina della zona che confina con la quella carnica del Friuli.  Presso il Camping Schluga di Hermagor, i Perchten vengono rappresentati prima di Capodanno. Uno spettacolo efficace e suggestivo. Ogni passo della cerimonia viene spiegata anche in lingua italiana, in modo che i turisti possano comprendere il valore e il significato della tradizione. Per noi lo ha fatto la simpatica Sonia Anna Hörl, impiegata presso lo Schluga. In perfetto italiano ci ha dato motivo di apprendere la storia di questa cerimonia che adesso andremo a presentare.

Sonia Hörl: “I giorni tra Natale e l’Epifania rappresentano un periodo particolarmente sacro, un momento di silenzio e di riflessione, in parte anche dovuto alla stagione. Ma i giorni e le notti tra il solstizio d’inverno in data 21 dicembre quando si festeggia San Tommaso, ed il 6 gennaio, rappresenta anche il periodo più buio dell’anno. Questo viene considerato un lasso di tempo che da sempre è pieno di misteri, magie e profezie. Secondo la credenza popolare dei nostri antenati, il diavolo in persona scorazza nella valle e sulle montagne circostanti, insieme a streghe, druidi e folletti. Pertanto il contadino accende l’incenso per consacrare la casa e la stalla, e non lo fa soltanto per tenere lontane da sé e dalla fattoria le disgrazie, ma anche per ottenere buoni raccolti nei campi. Il contadino fa bene: perché qui da noi si aggira la “Signora Perchta” dalle forze sovrannaturali e metà figura umana, metà un essere divino.

Poiché la “Signora Perchta” punisce innanzitutto la pigrizia, ella sbircia attraverso le finestre e le crepe nei muri, per controllare se, prima del riposo, tutte le faccende siano sbrigate: ordinata la casa, spazzato il salotto, pulita la stalla, i lavori sull’aia e la filatura portati a termine. In caso contrario, la “Signora Perchta” si trasforma in un oscuro demone dalle sembianze terrificanti, che porta povertà e malattie, a volte persino la morte. Ma niente paura perché la “Signora Perchta” appare come essere chiaro e grazioso — simbolo di bontà e bellezza — laddove gli uomini sono laboriosi assolvendo in tempo ai propri doveri. Allora ella dà la sua benedizione affinché la famiglia sia di buona salute e la terra fertile“.

Fin qui la storia preliminare. Ora spazio all’arrivo dei Perchten.

Come nella famosa “caccia selvaggia”, in queste notti prima dell’Epifania ragazzi e ragazze percorrono la Valle di Gail travestiti da ,,Perchten”. Suonano i campanacci e bussano alle finestre delle case, per terrorizzare gli abitanti. Sono un monito per chiunque sicomporti male. Spuntano dal fuoco, hanno pellicce e teste di mostri orribili.

I “Perchten” rappresentano il seguito della “Signora Perchta” e hanno il compito, di allontanare le disgrazie e il buio dell’inverno ma anche il buio dell’animo umano. Il frenetico suono dei campanacci non solo serve a tenere lontani gli spiriti maligni, ma anche orsi e altri animali selvatici che da sempre migrano tra le Alpi Carniche e la catena dei “Caravanci”.

In altre zone delle Alpi, la “manifestazione dei Perchten” si tiene già nei primi giorni di dicembre. Ma da noi in Carinzia da sempre gli orologi ticchettano in modo un po’ diverso, come hanno avuto modo di constatare già gli antichi romani, quando intorno al 15 (quindici) avanti Cristo, superarono le montagne, segnando la Via Julia Augusta. il Passo di Monte Croce che permette di entrare  nella Valle di Gail con il nome di “Noricum Mediterraneum” avrebbe poi fatto parte dell’impero romano. Ma questa è un’altra storia”.

L’effetto dei Perchten sulla popolazione è devastante: incutono paura, ammoniscono gli uomini e li esortano all’ordine, alla correttezza, al rispetto delle regole; li stimolano a darsi da fare , a non lasciarsi andare alal pigrizia. Tipico atteggiamento e rischio di fallimento per i contadini delle valli, bloccati  nelle loro case durante il rigido inverno. Durante la manifestazione i bambini vengono suggestionati dalle facce abominevoli dei mostri e dai vestiti fatti con pellicce d’orso. Costumi perfetti, curatissimi, rifiniti fin nei minimi particolari. Le maschere sono quanto di più spaventoso si potrebbe pensare. Il loro compito è incutere paura allo spirito maligno, agli animali feroci che si aggirano intorno alle case, spinti dal freddo e dalla fame dell’inverno. Agiscono a difesa della popolazione.

Ed ecco il gran finale: Dopo aver girato a lungo intorno alle persone e averle richiamate al dovere, i mostri si tolgono le maschere e si uniscono alla gente. Sorridono e socializzano. Per i piccoli (e grandi) una vera lezione di coraggio e di prova di superamento delle difficoltà. Posano felici e ora sono certi di tornare a rivederli il prossimo anno. Senza più paure.  La cerimonia si chiude con un augurio di salute e felicità.

Il Carnevale in Valle di Seefeld

Interessante anche ciò che succede in Tirolo, in Val di Seefeld. Pure qui il Carnevale si ravviva di maschere  particolari. Così particolari da lasciare a bocca aperta. Tra le varie bizzarrie, alcuni gruppi riportano  sopra al capo veri animali, simbolo di prede di caccia. Un mondo venatorio del passato, fatto  di pellicce di orsi, oppure di uccelli impagliati. Questi ultimi vengono fissati sui copricapo delle persone mascherate.  Marmotte, faine,  donnole o scoiattoli rivivono poi anche il loro ambiente naturale. Infatti sui copricapo si intravedono  gli animali nei pressi delle loro tane. E tanto altro ancora. A Seefeld si può vivere un Carnevale originalissimo: nella giornata del sabato, in piazza, la gente si predispone ad assistere a un autentico spettacolo. Esso inizia con una sfilata: i gruppi si preparano a conquistare il pubblico con balli e canti e a mostrare le proprie maschere. Arrivati davanti alla piazza della chiesa, ogni gruppo esegue il proprio spettacolo. Schuhplatter,  Jäger, Tierbändiger e anche persone rivestite di legni sonanti, simili a quelli che compongono i parquette, emettono suoni incredibili grazie ai ritmi e ai salti con il corpo; sfilano anche gruppi di bambini vestiti con pellicce di volpe. Poi uomini con piume di pavone cappelli piumati con al centro specchi e  bigiotterie. Eseguono danze e canti tenedo in equilibrio sulla testa tutto il loro armamentario.

Grande varietà di maschere. Alcune sono destinate a incutere paura e a gettare panico fra le giovani spettatrici o fra i bambini. Orsi incatenati che fingono lotte cruente fra loro e contro i loro stessi domatori. Davanti alla gente si creano finte zuffe che poi finiscono d’improvviso con un colpo di fucile. E’ un cacciatore che rimette le cose a posto. Gli orsi allora si inginocchiano per terra e torna l’ordine. Tra i gruppi si mescolano Scuhplatter che distribuiscono sorsi di grappa alle persone. Al momento della bevuta, loro toccano la spalla del sorteggiato  in segno di portafortuna. Suoni di fisarmonica, flauti dolci, campanelli e tamburi allietano lo spettacolo.

Ecco alcune immagini significative della festa alla quale abbiamo assistito a bocca aperta.

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