image_pdfimage_print

Chi meglio di un camperista potrebbe comprendere l’importanza dell’evento dei 150 anni d’Unità Nazionale che ricadono in questo mese di marzo? Una tappa importante. E’  doveroso essere  consci e orgogliosi anche del nostro contributo  offerto.

(testo e foto: Fabio Martorano)

 

Per i festeggiamenti dei 150 anni della Nazione si stanno muovendo ministeri, scuole, enti, associazioni e personaggi illustri d’ogni tipo. Sarebbe assurdo non includere anche la nostra categoria viste le esperienze, i viaggi, i contatti, gli incontri, i racconti, le testimonianze e più ancora i ricordi che ognuno di noi ha prodotto e vissuto  in ogni angolo d’Italia. E’ innegabile la nostra testimonianza e il nostro apporto all’unità nazionale. Le riviste del nostro settore traboccano di itinerari e descrizioni di diari di viaggio lungo le strade del nostro Paese. Rendiamoci conto che siamo parte integrante di una grossa fetta di storia dell’Unità del nostro Stato. In special modo, negli ultimi 50 anni, nel nostro piccolo, abbiamo contribuito a intessere una civile rete di rapporti e di scambi con tutte le regioni d’Italia. Un contatto positivo, fatto di pace e solidarietà, di confronto e di apertura. Possiamo  dire che  abbiamo dato valore all’Inno Nazionale che inneggia ai “Fratelli d’Italia”.

 

Un esempio? E’ bastato apprendere, all’interno del nostro club, della sciagura all’Aquila. Ed ecco l’interessamento di un socio per una famiglia senza più casa che gestiva un’area sosta nella zona terremotata. Grazie a lui è scattata la solidarietà dell’intero club. Noi turisti itineranti siamo fatti così: operiamo d’istinto, in modo spontaneo e diretto; siamo semplici ma concreti nel contatto con persone, luoghi e comunità. Ci si avvale delle esperienze dirette con gli abitanti conosciuti durante i nostri viaggi per credere e incrementare la solidarietà verso il prossimo. Questa la nostra apertura mentale, le nostre vedute relazionali.  Prevale in noi il rispetto e la voglia di conoscere gli altri per confrontarci e completarci a vicenda.

 

Vorrei tranquillizzare chi stentasse a mettere a fuoco questa mia visione delle cose. Lo farò portandolo indietro nel tempo, al giorno in cui ognuno di noi ha deciso di acquistare un camper. Perché lo abbiamo fatto? Non certo perché avevamo pregiudizi verso gli uni o gli altri, né per un senso del limite. Non ci siamo detti “compro il camper ma solo per andare lì e non là”, oppure “vado in giù ma non su…”! Niente affatto: dentro di noi è prevalso uno spirito diverso: gagliardo, ambizioso, libero e disposto a mettersi in gioco  e a confrontarsi con il mondo intero. Siamo stati spinti a questo modello di turismo per disposizione del nostro animo. Siamo camperisti: persone votate  alla libertà e all’avventura e come tali, disposti con l’animo all’incontro con l’altro senza preclusioni. Curiosità, passione, voglia di viaggiare, di conoscere, di  scoprire… questi gli ingredienti per  fare tesoro di tutto ciò che c’è da apprendere e da trasmettere.  Ci siamo messi sulle strade d’Italia per ammirare la natura e le sue bellezze, per scoprire luoghi e tradizioni, usanze e mestieri; rimirare tesori d’arte e  cultura, visitare  borghi e città; apprezzare ogni rito, ricorrenza o cerimonia o  festività locale quale apporto migliore di cultura, di  parola e di opinione con chiunque ci accogliesse o incontrassimo sul nostro percorso.

 

La nostra terra e la sua storia ci hanno formati e avvinto allo stesso tempo.  Quanti angoli rinomati o sperduti, spiagge famose o deserte,  metropoli, città, paesi o borghi medievali arroccati sui monti ci hanno conquistato, rapito, emozionato. Di questo ce ne siamo accorti fin dai primi viaggi lungo i nostri itinerari italiani prescelti. Ma, più ancora, abbiamo avuto modo di apprezzare il valore dell’Italia negli anni successivi, quando ci siamo spinti in altre parti d’Europa o del mondo. Beh… le esperienze che ne abbiamo ricavato da quei confronti ci sono serviti ad apprezzare ogni meraviglia dell’uomo e dell’ambiente, ma anche a consolidare il rapporto d’amore con il nostro territorio. Chi meglio di un viaggiatore itinerante può  stabilire il valore incommensurabile di qualità e quantità dei tesori che  il nostro “Bel Paese” detiene?

 

l’Italia è culla dell’arte, della storia, della cultura, del paesaggio e della natura, della varietà e della ricchezza interiore dei suoi poeti, artisti, filosofi e degli stessi abitanti; l’Italia è una fucina di relazioni, di convivialità e solidarietà. l’Italia è l’esaltazione dell’ingegno, fantasia e creatività.  Più si conoscono l’Italia e gli italiani e più si scoprono le peculiarità e le eccellenze che al suo interno vi primeggiano. Grazie al camper siamo entrati a contatto con persone e luoghi di ogni regione. Dietro alla varietà delle cadenze e dei dialetti, una sola lingua. La nostra lingua. Essa ci ha permesso di intenderci e di sentirci coinvolti gli uni agli altri forse in forme e modi diversi ma di certo con obiettivi comuni. Abbiamo scoperto il piacere del confronto, dello stare insieme. Abbiamo assaporato la voglia incontenibile di ritrovarsi. Quanti ricordi stupendi ed emozionanti ci siamo portati a casa e quante altre storie e amicizie sono  nate a seguito dei primi incontri. Con il nostro mezzo abbiamo avuto la fortuna, rara e preziosa, di scoprire località note e meno note e di vivere una complessità tale di stimoli e di palpiti del cuore che per altri modelli di turismo potrebbero risultare inconcepibili. Il camper offre molto: autonomia ma allo stesso tempo socializzazione; immersione nel territorio ma anche contemplazione; condivisione ma  anche rispetto verso  l’ originalità e l’unicità della persona.

 

E che dire della cucina italiana? Un connubio quello  fra i camperisti e la buona tavola. Quanti viaggi alla scoperta dei sapori italici genuini che esaltano la sana alimentazione naturale. Meriterebbe un capitolo tutto per sé. Noi camperisti l’Italia l’abbiamo conosciuta nella sua globalità anche sotto l’aspetto culinario; un’amalgama di gusti, di delizie del palato e quindi di raffinatezze, di sapori, aromi, odori e profumi. Ricette ricche di storia e di tradizioni che si tramandano, che si intrecciano che si relazionano a vicenda in un confronto fra regione e regione privo di barriere  interculturali. Valga per tutti l’esempio della dieta mediterranea, oggi entrata nelle case di tutti gli italiani.  Le nostre regioni racchiudono il più alto numero al mondo di prodotti territoriali locali a denominazione protetta e controllata.

 

Grazie ai viaggi, agli scambi e alle possibilità  di apprendere e scambiarci idee, opinioni, ricette ed esperienze, abbiamo fatto nostre le tradizioni  altrui e diffuso quelle che più ci appartenevano.  E poi la gente, i mestieri, le fiere, i mercati, le sagre! Quanta vitalità, sorriso e accoglienza; quanta apertura, ospitalità, disponibilità ci sono state dedicate. Abbiamo apprezzato ogni sguardo, ogni parola e sorriso. Soprattutto quando ci pervenivano dalla gente comune, quella che non ci ha mai visto con l’occhio dell’interesse economico, bensì della spontanea solidarietà. E’ bello ricordare i contadini che spuntavano dai casolari isolati e sperduti quando ci vedevano arrivare con il camper. Potevano essere del nord, del centro o del sud, però tutti applicavano lo stesso comune denominatore: l’accoglienza. Il sorriso era sinonimo di benvenuto. Ci conquistavano con la loro empatia e semplicità. Incredibile l’efficacia della gente semplice che sa aprirci le porte e renderci parte integrante della vita in pochi attimi relazionali.

 

E poi il piatto forte dell’ospitalità: la tavola. Spontaneo l’invito  a prendere posto. Una festa averci intorno. Poche parole, due risate e già nel nostro intimo sentivamo che qualcosa di nuovo, di grandioso si stava sviluppando. Capivamo che in quel viaggio i momenti di collegialità avrebbero occupato un ruolo essenziale nei nostri ricordi. Quando ancora eravamo seduti a tavola, già pensavamo a quanto sarebbe stato bello rivedersi. Esperienze che plasmavano e arricchivano.

 

Così dunque, a mio modo di vedere, abbiamo contribuito all’unione del nostro Paese,  attraverso il contatto, lo scambio e il confronto. Non è poco, mi si creda. Siamo sempre tornati a casa più ricchi e orgogliosi di noi stessi grazie a queste esperienze e agli incontri fra italiani. Siamo stati felici di conoscere e verficare la sintonia dei valori e degli ideali comuni esistenti anche nelle altre regioni.  Siamo il frutto della storia e in particolare  siamo figli di quelle  prescelte generazioni di persone  che nel secolo e mezzo di Unità  si sono impegnate per obiettivi di unità, pace, uguaglianza, fraternità e rispetto fra gli uomini secondo le regole della democrazia. Siamo il cordone ombelicale di chi ha lottato e si è sacrificato con dignità e spirito  civile per noi. Chi ci ha preceduto ha conosciuto fame, miseria, povertà, relegazione,  guerre, odio e ingiustizie di ogni tipo. Poi pure l’emigrazione. In milioni gli italiani in giro per il mondo. I pochi denari risparmiati e sudati, frutto di privazioni e di tanta forza di braccia, hanno permesso la crescita del Paese e lo sviluppo della qualità della vita delle famiglie da loro generate.

 

Nel 2° dopoguerra ci sono state aperte le strade del benessere. Quei padri li dobbiamo rispettare: hanno saputo unire teste, pensieri, anime e forze. Nord e Sud insieme ci  hanno consegnato un’Italia  straordinariamente unita e  bella. Il loro dono è un mosaico di elementi e  di personaggi che paiono fuoriusciti dalle mani di tanti artisti. I veri  “Fratelli d’Italia”.  Un peccato  sottovalutare un capolavoro di simile fattura, costato sangue, impegno e sacrificio. A noi il compito di non distruggerlo, di non alterarlo, ma al contrario,  di custodirlo, migliorarlo e di trasmetterne i contenuti migliori ai nostri figli, proprio come hanno fatto con noi le persone di qualitrà che ci hanno preceduto. Concludo con uno splendido filmato utile  a riflettere. Da vedere e fare girare. Cliccate  subito in basso a destra per ingrandire il video a tutto schermo. Buona visione.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=YUmyzfVrALI[/youtube]

http://auguri.tecnova.it/

Ai nostri soci e a chi condivide passione e idee, l’augurio del Club per il 150° anniversario di Unità d’Italia,


[print_link]